Il Fasi ridisegna l’offerta di telemedicina articolandola su due driver: integratività al SSN e attenzione all’esperienza di cura

I sistemi sanitari europei vivono un disallineamento strutturale tra bisogni di cura ed organizzazione della risposta. La composizione demografica della popolazione è oggi profondamente diversa da quella che ispirò, nel secondo Novecento, un modello centrato sull’episodio acuto e sul presidio ospedaliero. Fragilità, cronicità, multimorbilità e non autosufficienza richiedono continuità assistenziale, coordinamento clinico e monitoraggio, spostando il baricentro della risposta dall’ospedale al territorio. È in questo scarto tra domanda di cura e rigidità dei setting tradizionali che la telemedicina acquista rilievo come leva di innovazione.

In questo quadro il Fasi costruisce la propria offerta intorno a due criteri guida: l’integratività con il Servizio Sanitario Nazionale, intercettando segmenti di bisogno emergenti coerenti con la vocazione dei fondi sanitari integrativi, e il miglioramento dell’esperienza di cura dell’assistito, attraverso riduzione dell’attrito nei punti di accesso, tempestività e continuità della relazione clinica. La telemedicina non è letta come una singola prestazione, ma come un’infrastruttura organizzativa articolata su due funzioni: accessibilità e presa in carico.

Sul versante dell’accesso, il Fasi colloca Medico Online 7/7 come servizio agli assistiti per bisogni diffusi e a minore complessità. Il servizio, erogato tramite app dedicata, mette a disposizione un Health Manager personale via chat dalle 7 alle 22, con funzione di primo orientamento e accompagnamento all’attivazione della risposta; a questo si affiancano videovisite illimitate con il medico internista e con il pediatra, disponibili tutti i giorni, oltre a funzionalità digitali di valutazione dello stato di salute. L’elemento qualificante risiede nella capacità di abbreviare i tempi di contatto e di offrire risposta tempestiva. A questa funzione si aggiunge il rimborso delle visite specialistiche di controllo effettuate on line.

Il secondo pilastro è la Teleassistenza Geriatrica, dispositivo dedicato alla presa in carico dei bisogni complessi: la non autosufficienza, a partire dalla compromissione di almeno una ADL, e le forme di fragilità ad alto rischio di evoluzione invalidante, in primo luogo le patologie neurodegenerative come demenze e Parkinson. A queste famiglie è dedicato un programma di teleassistenza specialistica accessibile quotidianamente senza appuntamento, con un Care Manager sanitario. Un’équipe multidisciplinare che include infermiere, psicologo e terapista occupazionale, sotto il coordinamento di geriatra o neurologo, sviluppa un piano individualizzato fondato sulla valutazione multidimensionale dei bisogni della diade paziente-caregiver. Il valore del servizio risiede nell’affiancare con continuità la gestione quotidiana della malattia, preservare l’autonomia residua, alleggerire il carico assistenziale e rafforzare nel caregiver competenza e senso di efficacia.

Trasversale all’intera strategia è l’assunzione dell’esperienza di cura come variabile chiave: il digitale rende progettuali dimensioni che nei modelli tradizionali restavano implicite, dall’usabilità ai tempi di risposta, dalla coerenza tra canale e contesto d’uso fino all’aderenza ai trattamenti.

I benefici attesi si articolano su tre livelli. Per gli assistiti, una risposta più proporzionata alla natura del bisogno, con ricadute dirette sulla qualità di vita di chi è curato e di chi cura. Per il Fondo, una gestione più anticipatoria della domanda, che riduce il ricorso improprio ai setting tradizionali. Per il sistema salute, una traiettoria di innovazione della sanità integrativa non centrata sull’estensione delle prestazioni rimborsate, ma sulla costruzione di servizi capaci di presidiare accesso, continuità e presa in carico, configurando il Fasi come laboratorio rilevante anche per altri attori del secondo pilastro.